ANALISI DEI DATI CRESME

Ora il mercato dei nuovi lavori pubblici è quasi fermo (e non è un bel segnale per il dopo-Pnrr)

Per il mercato tradizionale dei lavori “puri” siamo tornati a gennaio e febbraio ai livelli nefasti del primo bimestre 2024 quando la macchina della digitalizzazione paralizzò l’intero settore: 2.501 milioni di euro quest’anno contro i 2.312 dello scorso anno. Sono numeri ai minimi storici, bisogna tornare al 2019 per stare su questi livelli, mentre il dato 2021 – che è il riferimento fisiologico per il mercato – era più alto dell’8%. L’Anas ha avviato procedure per 20 milioni. Solo i comuni fanno eccezione. I roboanti numeri complessivi con il +442% del mercato degli appalti sono dovuti al bando dell’A22 da 8,4 miliardi e alle concessioni di servizi locali (tipo servizio luce) per 2,4 miliardi. Per i lavori manca una programmazione post-2026 che sia capace di mettere insieme piano, fondi e progetti. Il buio totale nel 2024 dei bandi di progettazione dice che tutto è fermo.

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