DECISIONI A SORPRESA
Il Cdm risponde alle obiezioni Ue sulla Valutazione di impatto ambientale del Ponte sullo Stretto: “Farlo è di interesse pubblico per la salute umana, la sicurezza pubblica e la difesa dell’ambiente”

PONTE SULLO STRETTO
Sorprendente decisione del Consiglio dei ministri che, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha deliberato la dichiarazione di sussistenza dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico per il Ponte sullo Stretto.
Una mossa necessaria per rispondere alle osservazioni che erano venute da Bruxelles sulla valutazione di impatto ambientale italiana, in particolare il rilievo che mancasse la cosiddetta “relazione IROPI” (Imperative Reasons of Overriding Public Interest), prevista dall’articolo 6, comma 4, della direttiva europea 92/43 sulla valutazione di impatto ambientale proprio per individuare i “motivi imperativi” che rendono urgente e necessaria un’opera. La decisione del Cdm era quindi indispensabile per integrare la documentazione carente e consentire la prosecuzione dell’iter progettuale, anche in vista dell’inaugurazione del cantiere che dovrebbe essere in giugno.
La sorpresa non è quindi nella procedura, inevitabile, bensì nei tre “motivi imperativi” che sono stati indicati dal Cdm. Motivi che finora non erano mai stati citati dal ministro Salvini per giustificare l’opera: sono la “salute dell’uomo”, la “sicurezza pubblica” e le “relative conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente”. Il Ponte, quindi, si farà per tutelare la salute umana, l’ambiente e la sicurezza. Non, come avevamo capito, per facilitare la mobilità fra la Sicilia e il continente.
Sarà interessante assistere al prossimo passaggio di questa partita. In particolare si tratta di capire se, all’interno del lungo iter che ha portato a “resuscitare” il Ponte sullo stretto e delle tonnellate di documenti che sono state prodotte in questi anni, l’Unione europea rintraccerà queste tre motivazioni e le riterrà credibili.